Twentynine

29 settembre 2010 · 2 comments

Un altro anno è passato, e siamo a 29.

Ammetto di non aver vissuto come sempre questo compleanno, una decade che se ne va, quel numerino che ti protegge e ti fa sentire ancora un ragazzino, ancora un ventenne. Ancora 12 mesi, in cui vorrei provare a realizzare qualche sogno, e non fare troppi progetti, insomma per arrivare ai 30 con un sorriso :)

Ma anche 12 mesi per pensare e ricordare a quante cose sono successe in questi ultimi 10 anni, i miei successi e i miei insuccessi, e le persone che mi hanno accompagnato e che ho conosciuto, quelle che ci sono ancora e quelle che non ci sono più, e a quanto la mia vita sia nettamente diversa rispetto a qualche anno fa.

Si dice che la parte più bella di vita sia dai 30 ai 50, ecco voglio coccolarmi su questa illusione :)

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1 Francesco Boschetti ottobre 14, 2010 alle 10:12

L’anno scorso ascoltai Umberto Galimberti che tra una cosa e l’altra diceva che l’uomo attorno ai 30 anni esaurisce quella che è la sua follia, raggiunge e scavalca l’apice della prestanza fisica ma anche della creatività fine a se stessa (e questo mi ha fatto riflettere su altre cose ma sorvoliamo in questa sede); non tanto “il meglio” ma “l’intuizione pura” così come “la fisicità pura” difficilmente si protraggono oltre i 30 anni.
Subentrano altri meccanismi che suppliscono alla giusta presunzione raccolta dall’immersione nella follia, alla visione veloce, alle possibilità di cambiamento ed adattamento istantaneo: il tempo ed il suo scorrere varia nell’intensità, nella durata e nel timbro.
La vittoria la trovo nella consapevolezza del cambiamento, nell’ascoltare e dibattere con chi alla follia sta ancora avidamente attingendo a piene mani e diffidando di chi crede di poterlo ancora fare restandone illeso.
Sogni ed illusioni funzionano per i cantastorie e i demagoghi intelettuali, così come la nostalgia (cullarcisi è inutilmente sublime :) ) e le emozioni di pancia provocate all’uopo. Credo che il meglio che possiamo fare è ascoltarci per conoscere il nostro cambiare e conoscere la qualità del cambiamento delle relazioni, tutto condito da una sana ironia, una ancora più sana autoironia ed un briciolo di senso estetico posto ovunque come spezia.
Anche la Fallaci metteva i 30 anni come apice della montagna: da lì si può guardare dall’alto e decidere, con una consapevolezza che non abbiamo mai avuto e non avremo più e con ancora un residuo di follia , come inziare la discesa.

2 joebracchetto novembre 30, 2010 alle 17:31

Credo la decade migliore sia tra i 30 e i 40.
O si è coglioni (e non credo sia ul tuo caso) o, con un po’ d’esperienza che ci siamo coltivati godiamo appieno della vita (beviamo un Averna ehehehe)
Sigh… io comunque ho già passato anche quella decade….
ciao

Paolo

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