Del perchè mi sto annoiando

8 aprile 2008 · 9 comments

E’ un post che ho nelle bozze da un po di tempo, oggi mi sembrava la giornata giusta per tirarlo fuori dal cilindro.

Sono riflessioni che ho maturato nelle ultime settimane, tutte riguardanti il mio attuale stile di vita digitale e del mondo che frequento in rete, diciamo assiduamente e con passione da relativamente poco tempo.

La mia carriera informatica, nasce negli anni 80, e le prime connessioni ad internet nel 96 o giù di li, i tempi in cui qualcuno ebbe l’assurda idea di creare le Pagine gialle di Internet stampate su carta, ed io pensavo anche che sarebbe stato un ottimo acquisto. La percezione della rete era molto diversa da oggi, si riproponevano gli stessi cliché dei media tradizionali sul web, ovviamente non funzionavano. Tutto cambiò dopo il duemila, e sappiamo bene in che modo.

Erano i tempi in cui mi divertivo a creare i primi siti, in cui i primi Instant Messenger mi sembravano avveniristici, oggi dire ICQ sembra un offesa, ma il “uh-uh” quando qualcuno ti scriveva era sempre un emozione. Qualche traccia del mio passato adolescenziale sulla rete c’è ancora, visto che tengo al mio e vostro stomaco non ve lo linkerò. Vi dico solo che uno dei primi siti in Italia che parlavano (e spacciavano illegalmente) MP3 era del sottoscritto, poi naufragato miserevolmente.

Erano anche i tempi in cui iniziai a smanaccciare con Linux, quando un amico di un ISP locale mi passo una copia di Debian, una pila di 7 CD per installare un sistema semiaccessoriato, roba che ti veniva la tendinite per fare lo swap dei cd e per installare la miriade di pacchetti, e roba che ti veniva da bestemmiare quando ti accorgevi che l’ultimo pacchetto dopo un pomeriggio di installazione si trovava nell’unico cd masterizzato male, e per masterizzarlo dovevi spendere quindici mila lire per un cd vuoto e pregare che non si bruciasse. Avevo un Philips CDD2000 pagato un milione e duecento mila lire, ricordo che anche una scoreggia fatta a distanza di qualche metro dal computer poteva far bruciare il CD, masterizzato ad una mirabolante velocità di 300kb/s (2X) con un’estenuante attesa di quaranta minuti.

Tutto molto divertente, concedetemi la parola “frizzante“.

Negli anni il mio uso della rete fu strettamente tecnico, un mezzo per raggiungere informazioni in velocità. Non ho mai frequentato IRC, se non per scaricare materiale illegale, ero un po allergico alle chat come lo sono tuttora. Una manciata di anni fa, ormai posso dirlo, mi avventurai in un progetto che ritenevo interessante, creare delle comunità italiane per raccogliere parte dell’utenza Linux italiana frammentata in mille mila progetti, l’idea fu vincente ed oggi ILDN è una realtà consolidata nel panorama italiano. Mi ha dato moltissimo, ho conosciute molte persone del settore, ho imparato tanto ed ho avuto mille soddisfazioni. Troppa enfasi è vero, ma gli devo tanto.

Mi sono avvicinato negli stessi anni al mondo dei blog. All’inizio quella parola mi suonava stonata, come forse mi suona tuttora, non concepivo la differenza fra sito personale, e blog. Pareva ci fosse una rivoluzione alle porte, tutti lanciati verso questa novità, ed io tacitamente ignorai etichettando il tutto come fuffa. Poi per necessità , mi avvicinai allo strumento, mi risultò così interessante dal voler trasformare il mio dominio in un blog, e capire sulla mia pelle di cosa si stava parlando.

Mi ci è voluto un po di tempo per capirne le potenzialità, è un ottimo mezzo per far circolare informazioni e stringere relazioni, sia umane che professionali. Penso ai Barcamp, e penso alla faticaccia che ho fatto per organizzarne uno, atipico ma in fin dei conti interessante. Ai barcamp a cui ho partecipato, e tutti i discorsi che mi hanno fatto riflettere ed imparare.

Oggi mi ritrovo con un feed reader pachidermico a cui vado tagliando i rami secchi giorno dopo giorno, ho account sparsi in servizi inutili (diciamolo dai, inutili), ho un account su Facebook che serve per farsi pacche virtuali sulle spalle a grandissimi sconosciuti, tutti fanno i video ed ora vanno di moda le Case dei blogger, sembra che sia la gara a chi si esponga di più. Non vorrei cadere banalmente in un discorso demagogico e populista, facendo di tutta l’erba un fascio, anche se la voglia di concludere il post con si stava meglio quando si stava peggio è davvero tanta.

Vorrei fare solo un passo indietro, tornare a vivere la rete senza spazi chiusi, evitare di ritrovarmi a perdere tempo a leggere le asfissianti polemiche bloggherecce, ed evitare di rimanerci personalmente invischiato, e cadere quindi in squalificanti cliché. Lo voglio fare per non perdere il gusto di questo strumento, non per snobismo o cose del genere. Cambierò l’approccio ma la sostanza rimarrà la stessa, e nel frattempo che metto in ordine le idee do il benvenuto ad un nuovo arrivato nella blogosfera, my big brother.

No related posts.

{ 9 comments… read them below or add one }

1 Paolo Mainardi aprile 8, 2008 alle 17:44

Bel post davvero!

Ma ti sei dimenticato questo:
http://en.wikipedia.org/wiki/Minitel

La nostra prima vera connessione ad un terminale remoto è stata con quegli orribili aggeggi a fosfori verdi!! :) Un must per pochi intenditori ;)

2 milla aprile 8, 2008 alle 19:59

Oh mio Dio…. le avevo comprate anche io le pagine gialle con i siti internet!!!! O_o Saranno state le uniche due copie vendute vero? Io forse buttate da qualche parte le ho ancora…

3 Giovy aprile 8, 2008 alle 22:43

Come non quotarti in pieno, Stefano.
La mia pulizia nel feed reader è già stata fatta, e per i rami che non ho tagliato mi rendo comunque conto che non posso seguirli.
Non ho mai partecipato a dirette video, case blogger di qualche tipo, a letto con o sotto il letto di…
Anche Twitter mi sta scocciando, a volte capita che non twitti per tutta la giornata… senza sentirne affatto la mancanza.
Per quanto riguarda invece le beghe blogosferiche… preferisco tenermene alla larga… e ne scrissi anche al riguardo sul mio blog.
La vita offline è molto più interessante, al momento… e chissà, magari in futuro mi affezionerò di nuovo alla rete… :P

4 Clockwise aprile 9, 2008 alle 00:27

No milla, erano almeno tre… :-D

5 Tommaso Sorchiotti aprile 9, 2008 alle 13:46

Ti capisco e condivido in pieno.
E mi fa piacere che questa insofferenza inizia a diventare sempre più diffusa.

6 Stefano Mainardi aprile 10, 2008 alle 13:22

@Paolo

Si ho volutamente saltato le prime connessioni, oltre al Minitel, ricordo anche Fidonet e le BBS e le connessioni con i primi modem a 1,200Bps. E ricordo anche le bestemmie quando arrivavano le bollette, maledetta SIP :)

@Giovy

Mi fa piacere non essere il solo e che sia un pensiero condiviso

@Milla

No no spetta, io quelle pagine li non le avevo mica comprate? Ero gia 2.0 ( :D ) ed usavo i motori di ricerca, altavista anyone? ;)

@Tommaso

I Social Network mi danno sempre di più l’impressione di veri e propri Walled Garden, e dubito che il futuro della rete sia intrappolare i propri utenti dentro a qualche assurdo meccanismo alla Facebook

7 markingegno aprile 11, 2008 alle 17:45

No, non sei solo. Ritrovo in questo post molto di quello che ho cercato di dire di recente da me con un post dal titolo “Questo e’ un blog libero”. ;)

8 Cristiano aprile 14, 2008 alle 12:25

Hai fatto molto bene ad esternare con queste righe il tuo “stato d’animo”.
Adesso mi è anche molto più chiaro il tuo commento nostalgico (che devo dire ho apprezzato moltissimo) al mio articolo sul QL :-)

E’ sicuramente una sensazione comune che sta pervadendo un pò tutti gli “addetti ai lavori” in questo periodo: personalmente ho sempre cercato di mantenermi un pò “alla larga” da strumenti di “social network” quali Twitter, Facebook o altro, non per “snobismo” ma proprio per evidente non necessità degli stessi.

Sto notando un costante appiattimento delle contenutistica delle pubblicazioni web (blog in primis): siti tecnici o presunti tali che di tecnico hanno ben poco, siti di news che si limitano a copiare e/o tradurre contenuti esteri, insomma un bel calderone basato, permettimi il termine un pò forte, sul “nulla”.

Con queste premesse non posso che accogliere con entusiasmo il tuo desiderio di “essere più personale” e fuori dagli schemi.
Io ho cercato, nei limiti del possibile, di farlo fin dall’inizio: il mio sito ha seguito un pò lo stesso iter del tuo, vetrina iniziale per molti anni, poi convertito in blog (o meglio web-zine) per poter divulgare ciò in cui credo e sostengo nel settore dell’informatica. Spazio di nicchia ? Spero di si ! Pochi lettori ? E’ irrilevante, l’importante è che quei pochi condividano ed alimentino i miei progetti indipendentemente da mode o trend del momento …
Immagino che tu condivida questi miei pensieri :-)

9 Francesco aprile 14, 2008 alle 18:54

Leggevo proprio oggi un bel post di Eric Rice (http://tinyurl.com/64qftg) a proposito di “early adopters” e “psychological disorders”.
Sebbene sia costretto per tante ragioni ad avere utenze su utenze, finisco per usare il minimo indispensabile: una twittata di tanto in tanto, un commento su MySpace, qualche commento in giro. Il mio reader, per fortuna, comprende in tutto meno di dieci feed. Tutto il resto preferisco trovarlo dove capita, quando capita. Come questo tuo bel post.
Condivido la punta di delusione per come sta evolvendo la rete. Io penso che diventerà sempre più un luogo di marchette. Dove la privacy fatica a trovare posto (e come sai io c’ho la fissa della privacy).
Speriamo bene.

Leave a Comment

Additional comments powered by BackType

Previous post:

Next post: