Plis visit d uebsait (cit.)

18 gennaio 2008 · 11 comments

Ringraziamo questo governo, e anche l’altro, per aver fatto vedere al mondo come si promuove il turismo nel Web italico.

Si narra che ben presto i server, sistemisti compresi, verranno compressi in ecoballe e portati a macerare.

Ora che lo scempio è stato definitivamente ucciso, speriamo che il progetto Ritalia.it possa tornare a funzionare.

(*)

Related posts:

  1. Merry "geek" Christmas

{ 11 comments… read them below or add one }

1 Pablo Moroe gennaio 18, 2008 alle 22:11

Ho sempre pensato che Ritalia.it sia sempre stata una delusione maggiore di Italia.it, per il semplice fatto che si tratta di un’occasione mancata in maniera clamorosa di dimostrare l’efficienza non solo dell’open source ma anche della (presunta?) scena informatica italiana.
Spero soltanto che lo smaltimento di sistemisti e annessi non avvenga come avviene in altre parti d’Italia.
Plis teik auar garbeig, but plis teik as beck auar money.
Bei 45 milioni buttati al vento…

2 tag0 gennaio 19, 2008 alle 19:15

Pur conoscendo tanti bravi informatici, ma bravi veramente, sono purtroppo penosamente coscente che la scena italiana dell’IT sia profondamente “presunta”. Sembra che segua la scena sociale, con un ceto “alto” molto alto, e un ceto “basso” enorme. Per quanto riguarda i sistemisti, o meglio, per “quei” sistemisti, direi di riciclarli come si deve, senza inceneritori, ne ecoballe…riprenderne le sostanze riciclabili e crearne di nuovi e migliori.Così la prossima volta si imparano a lavorare su cazzate simili.

Laif is Nau

3 Danilo gennaio 19, 2008 alle 22:00

Non sono neanche stati capaci di creare e mantenere un sito web.

4 Stefano Mainardi gennaio 20, 2008 alle 17:04

@Pablo

Paolo, io non me la sento di stroncare il progetto Ritalia, è vero che è stato un “nulla di fatto”, si è IMHO partiti con un progetto troppo ambizioso. Le risorse ci sono, ed ora c’è uno spazio vuoto da riempire riformulando le tesi proposte in passato e tracciando una concreta rotta verso la realizzazione di un portale credo si possa dimostrare con i fatti che quei famosi 45 millioni sono stati soldi bruciati.

@Tag0

Ciao Riccardo, io non me la prendo con i sistemisti, la mia era un battuta provocatoria, credo che quei poveracci che siano stati messo dietro a quello scempio si sono chiesti per mesi qual’era il loro compito. Un “rm -rf /” era sempre pronto su una console ;)

@Danilo

A quanto pare, no.

5 tag0 gennaio 20, 2008 alle 20:59

Io un po’ me la prendo…sia chiaro, magari sono bravissime persone, ma la fiducia cala presto. Se, come dici tu, avevano pronto un comando di rimozione totale, hanno fatto male a non premerlo. L’avessero fatto, oggi sarebbero degli eroi. Degli eroi denigrati dalla politica, dalla stampa, magari condannati. Ma per molti, sarebbero stati degli eroi e basta.

Ora, invece, sul Curriculum avranno una bella riga con su scritto:
“Dal 2005 al 2007 sistemista per il sito nazionale http://www.italia.it“.

Se vanno a cercare lavoro all’estero, stanno freschi…

Il tutto, ovviamente, IMHO, e con una forte vena provocatoria ;)

6 Cristiano gennaio 24, 2008 alle 12:09

Sulla vicenda Italia.it ho già detto la mia in più di un’occasione e, purtroppo, anche in occasione di questo scellerato evento.

Per ciò che concerne l’informatica all’interno della pubblica amministrazione, inviterei tutti ad una maggiore prudenza nella formulazione di giudizi nei confronti dei tecnici incaricati di tali oneri.

Come diretto interessato (che parla quindi con estrema cognizione di causa, putroppo) vi possa assicurare che occuparsi di informatica nella P.A. è uno dei lavori più difficili, problematici e pesanti che possano esistere nela settore dell’IT.
Si è sottoposti a pressioni incredibili (sia di natura politica che amministrativa), ci si deve scontrare quotidianamente con l’ignoranza e l’ottusità di un sistema che è rimasto fermo alla carta ed alle macchine da scrivere, che non riconosce le tue capacità e la tua competenza considerandole di infimo livello perchè non commisurate alle “reali necessità” della struttura (e con questa frase spero che aabiate capito l’aria che circola).

La cosa che mi addolora è proprio che, in tutta la vicenda, alla fine si tende a colpevolizzare principlamente gli addetti ai lavori e non “chi ha deciso” e “indirizzato” i fondi in maniera sprovveduta e “mirata”.

Alla fine la colpa è sempre degli operativi: troppo facile dire “potevano cancellare tutto e tanti saluti” …

7 Stefano Mainardi gennaio 24, 2008 alle 12:28

@Cristiano

Condivido il tuo pensiero, massimo rispetto per chi è stato messo nella “stanza dei bottoni”, rispetto zero per la classe politica che ha sperperato balordamente tutto questo denaro.

Ste

8 tag0 gennaio 24, 2008 alle 22:18

@Cristiano

Innanzitutto ripeto l’ultima frase del mio commento

“Il tutto è IMHO, e con una forte vena provocatoria”

Spero che i miei pensieri non ti abbiano offeso in prima persona. Sono d’accordo con te come con Stefano nel dire che i poblemi in Italia sono in alto, principalmente, e la colpa non è solo degli operativi.

Ma la colpa, sempre IMHO, è ANCHE degli operativi. Cerco di spiegare la mia visione che, ne sono consapevole anche io, è utopica e assolutamente impossibile da applicare.

In Italia le cose scemano e cascano a pezzi (in informatica come in qualsiasi altro settore, basta guardarsi attorno…ma in IT stiamo davvero a piedi) anche perchè noi italiani abbiamo la tendenza a sopportare ogni onere per “portare a casa il pane”. Non voglio discutere il perchè di questa scelta, ci sono persone bravissime e degne che pensano questo perchè ovviamente hanno una famiglia da mantenere. Però portando a casa la pagnotta oggi, domani e dopodomani si resta sempre fermi, e sempre la pagnotta mangeremo.

Se questi “privilegiati” non ci sentono con le lamentele, con le proteste, con le scese in piazza, ci vuole qualcosa di più forte. Io, se uno di quei sistemisti avesse buttato giù tutto, sarei corso a casa sua con un cesto di roba da mangiare e l’ammirazione negli occhi. Credo che l’avrebbe fatto tanta altra gente.

Ahhhh…lo so, sono un illuso. Vabbeh, spero cmq di aver chiarito, e spero davvero di non aver toccato qualcosa che ti tocchi personalmente, non era mia intenzione.

Un saluto ^^

9 Cristiano gennaio 24, 2008 alle 23:35

@ Stefano:
Italia.it è solo la punta dell’iceberg, ed è nota solo perchè si è manifestata in maniera clamorosa.
Esistono vicende (con impegni economici ovviamente inferiori) su questo taglio, un pò diffuse su tutto il territorio italiano.
Per citare un famoso film: “ho visto cose che voi umani … ecc. ecc.”.
E, purtroppo, non viene e non verrà preso esempio dalla disastrosa vicenda del “portale del turismo italiano”.

@ tag0
Tranquillizzati, non mi sono assolutamente nè offeso, nè risentito.
Anch’io, quando ero molto più giovane, pensavo che l’informatica potesse consentire l’esercizio di un “potere assoluto” (consentimi l’eccesso).
Col tempo, con gli anni di lavoro, da professionista, come dipendente in aziende grandi e medio grandi per arrivare poi nel pubblico (ahimè), mi sono dovuto ricredere.
Anche in questo settore, in Italia, solo i “furbetti” fanno carriera: gli operativi, anche se bravissimi, restano al palo e solo chi è bravo a fare marketing, a vendere (soprattutto il fumo) spicca il volo.
Se poi sei vicino ai quaranta, hai una famiglia, dei figli piccoli, purtroppo certe scelte azzardate che in condizioni differenti faresti ad occhi chiusi, non le prendi nemmeno in considerazione. ;-)

Un saluto affettuos a entrambi :-)

10 Stefano Mainardi gennaio 25, 2008 alle 01:45

@Cristiano

Me ne rendo conto, la vicenda Italia.it mi ha colpito e gli ho voluto dedicare qualche riga perchè in questo campo ci lavoro. Mi viene da ridere a pensare a quelle cifre, sapendo a che cifre si lavora nel mondo dell’IT ;)

Ste

11 tag0 gennaio 25, 2008 alle 13:17

@Cristiano und Stefano
Probabilmente i miei commenti un po’ “infervorati” e “visionari” sono portati anche dal fatto che finora il mondo dell’IT per me si è fermato a progetti e studio (di lavoro vero, molto poco). L’esperienza che avete porta sicuramente ad avere un’ottica più lungimirante.

Purtroppo si, l’italia il paese dei furbi, sono d’accordo. E’ che sono stufo di vederli andare avanti, sti tizi, e vedere gente con le palle (vere) che fa una vita da fame senza soddisfazioni perchè non cede a compromessi e crede in quello che fa.

UK, I’m coming, where I should sign?

Abraccio ^^

e un grazie a Stefano che m’ha permesso di “flammare” :)

Leave a Comment

Additional comments powered by BackType

Previous post:

Next post: