Stefano Mainardi CEO SparkFabrik

Chiamate il mio avvocato

L’informatica ed il diritto sono due discipline che a prima vista sembrano distanti, ma nel mondo dei blog che spesso dai media vengono affiancati al mondo dell’editoria tradizionale, di solito disinformando, è giusto avere coscienza delle leggi che regolano questo mondo per non incorrere in situazioni che possono tramutarsi facilmente in dispute legali a suon di lettere di avvocati, ma anche per essere sicuri di poter scrivere in tranquillità il proprio pensiero.

Premetto di non avere conoscenze approfondite della materia, sono fondamentalmente un tecnico informatico, e le poche nozioni le ho apprese grazie ad un amico avvocato Antonino Attanasio, il quale mi ha aperto un mondo che tendenzialmente ero portato ad ignorare. Ancora oggi ho mille dubbi, e difatti approfitto spesso della sua pazienza per capirne sempre di più.

La mia esperienza

Vi spiego brevemente, come e perchè mi sono dovuto forzatamente addentrare in questo mondo.

Come sapete sono fondatore di un Network di portali dedicati a Linux, oggi discretamente visitati, ricchi di contenuti e che portano via ore di lavoro quotidiane per la: gestione generica, moderazione dei contenuti, tuning del nostro server. Dal principio, come la maggior parte dei progetti amatoriali, si era partiti in amicizia con un gruppo di persone che perseguivano gli stessi obiettivi quindi senza stipulare tra di noi nessuna forma di contratto scritta, se non la forma verbale. Con il passare del tempo, non tutto è andato come ci si aspettava, per mille motivazioni, fino ad arrivare ad una rottura tra i fondatori e la volontà quindi di prendere delle decisioni per non mandare in fumo anni di lavoro. Essendo la situazione estremamente delicata mi sono rivolto ad un amico che mi ha consigliato la strada di chiedere parere ad un legale, per focalizzare quali fossero i torti e/o le ragioni. Tralasciando i dettagli della vicenda oramai desueti, vi dico solamente che senza il suo aiuto per le mille lacune strutturali e di conoscenze oggi ancora non ne saremmo venuti a capo.

Dalla vicenda ho imparato a livello personale:

  • Mai fidarsi delle proprie conoscenze in materia
  • Mai fidarsi troppo delle persone
  • Anche se si è “fra amici” la cosa migliore è sempre metterla nero su bianco, **è un atto di fiducia **non di sfiducia
  • Conoscere le leggi vuol dire essere liberi
  • Per il comune mortale stare dietro alle scelte del legislatore è un dramma

A livello professionale ho dovuto rivedere molte cose del mio operato, molte delle cose che davo per scontate ora sono le prime su cui rifletto, ed ho avuto la fortuna di conoscere una persona innamorata del proprio lavoro che sempre entusiasticamente ha saputo snocciolare le mie tesi, anche le più assurde.

Ora prima di partire con un progetto: **occhi aperti e vigili **sul mondo che mi circonda, credo sia la chiave per decretarne la durata, quindi il suo successo o il fallimento.

Ma con i blog cosa c’entra?

Ebbene, l’introduzione era d’obbligo, per presentare le slide del talk tenuto da Antonino al RomagnaCamp, in cui vengono riportati casi e questioni reali in cui Diritto ed Informatica colludono, senza neanche dirlo è stato il talk che ho seguito con maggiore interesse, vista anche la vastità degli argomenti trattati.

Le argomentazioni spaziano dal mondo dei blog, alle regolamentazioni italiane sulle reti Wifi, per finire sulla licenza GPL quindi software libero, diritto d’autore e copyleft.

Non tutti sanno che avere un blog porta responsabilità sia civili che penali di quello che scriviamo, e che la responsabilità di quanto scritto da terzi nei commenti pur deresponsabilizzandolo con un disclaimer** non è efficace** in quanto la legge agisce in modo indipendente dal dissuadere il lettore dall’agire in giudizio. Quindi anche una pagina di questo tipo è in ogni caso solo utile a **livello informativo. Non fatevi problemi a rimuovere commenti che crediate possano ledere l’immagine di terzi.

Se ne parla sempre ma non tutti sanno che le leggi dell’editoria e della stampa,** allo stato attuale,** non colpiscono direttamente i blog vista la loro natura non periodica, mi piacerebbe però capire e approfondire il nuovo disegno di legge, non solo chiacchiericcio da bar, visto che ne hanno parlati tutti ma mi sembra nessuno l’abbia voluto capire. L’unica cosa di cui sono certo è che l’attenzione della politica, in vistoso e goffo ritardo, inizi a sospettare che la rete non sia solamente un posto per giocare, per fare truffe o per donnine ignude.

Consiglio quindi a tutti i blogger, magari anche coloro che pensano di fare business usando il web, di dare una lettura a queste poche pagine ricche di utili informazioni.

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