Stefano Mainardi CEO SparkFabrik

Il futuro di George Orwell è alle porte?

George Orwell uno dei romanzieri inglesi più aprezzati del ventesimo secolo, scrisse nel ’49 il suo più famoso romanzo, intitolato 1984. Un romanzo che ha fatto storia in cui veniva “proiettato” un mondo, la nostra terra, dominata da tre grandi superpotenze (Oceania, Eurasia, Estasia) in perenne guerra tra di loro.

A capo dell’oceania il “Grande Fratello” , un personaggio che nessuno può vedere ne conoscere, ma che scruta la vita di ogni cittadino attraverso l’occhio vigile delle telecamere, e agisce ad ogni situazione *sospetta *attraverso il suo “braccio”, la psicopolizia.

Un mondo fatto di informazione controllata, dove vige la censura dei libri e degli articoli di giornale non in linea con la politica di stato o del partito, quello che è successo davvero con i totalitarismi, ma anche ciò che infondo succede oggi ma in maniera molto più velata (e furba) attraverso i media *classici. *

Mentre per l’informatica lo scenario che si prospetta è davvero preoccupante, quasi “orwelliano”, come direbbero i veri giornalisti.

Da alcuni anni i “soliti nomi noti” hanno dato vita ad un consorzio, una sorta di alleanza nata per promuovere l’uso “sicuro” del computer, fondata quindi da Microsoft, Intel, IBM, HP e AMD. Significa che le macchine costruite rispettando i dictat di questo consorzio verranno considerate “trusted” ovvero sicure ma solo dal punto di vista dei grandi vendor software, togliendoci di fatto il controllo definitivo dei nostri computer demandandone il controllo ai produttori software.
In soldoni, la funzione principale del sistema è quella di fornire una piattaforma blindata, che non permette di modificare in nessun modo i programmi che girano sul sistema, dando ad essi un** canale di comunicazione diretto e “sicuro” con il produttore. Tutto nasce dalla pressione delle grandi major discografiche per creare una tecnologia che limitasse il fenomeno della pirateria (abbassare i prezzi mai eh?**) il cosidetto DRM (Digital Rights Management), chiudendo quindi il mercato e “creando” contenuti fruibili solamente su piattaforme TC (Trusted Computing).

Il futuro per il free-software è quindi seriamente minacciato, l’argomento è tuttavia troppo ampio per essere trattato come si deve, vi lascio però una linkografia da cui potete attingere per farvi la vostra idea e spargere la voce, non aspettate che i media ne parlino, o che lo leggiate sulla prima pagina di qualche quotidiano a tiratura nazionale.

Queste informazioni (come tante altre del resto) sono scomode, ed il grande fratello **non vuole che le sappiamo (almeno le grandi masse, **quelle che fanno media nelle votazioni ad esempio), oggi però è “importante” sapere dai TG: i viaggi di carlo e camilla, gli esclusi dalla fattoria, gli amori di costantino, le parrucche di platinette e i vari “tricche e ballacche”…..psicopolizia? **Non so, ma sicuramente tentano di anestetizzarci il cervello. Io personalmente mi rifiuto di essere trattato da ebete ed è per questo che uso la rete come mezzo primario per trovare informazioni e farmi le mie libere** idee, tenendomi ovviamente a debita distanza dalla televisione. Fatelo anche voi.

[gv data="http://www.youtube.com/v/YDeXRQa9Eg0"][/gv]
(Un’interessante video che tenta di spiegare attraverso le immagini il significato del TPM)

Linkografia da web:

http://www.no1984.org/
http://www.complessita.it/tcpa/
http://it.wikipedia.org/Trusted_Computing
http://vandali.org/DanieleMasini/notc.php
http://laspinanelfianco.wordpress.com/tag/trusted-computing

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